La Storia

LA NASCITA – Lo Sport Club Biagio Nazzaro Riccione

(da un documento di Albo Casadei – Agosto 1973).

Lo Stemma

Possiamo far risalire al 1921 la data di nascita della “U.S.R.” (Unione Sportiva Riccionese) della quale il magnifico animatore fu il Sig. Angelini cav. Luigi. E’ anche a lui, quindi, come ai suoi collaboratori, che, da leali sportivi, dobbiamo parte della nostra riconoscenza per la gioia e le ansie con le quali abbiamo partecipato alla conclusione del più soddisfacente campionato, perchè il calcio riccionese dalla sua prima formazione ad oggi, non ha avuto discontinuità di passioni ed impegni. Questa foto (a sinistra) risale – ci dicono – al 1921, mostra una compagine di dilettanti i quali, oltre a pagarsi scarpe e divise, andavano a giocare in trasferta a proprie spese.


Alcuni di loro, “poveracci”, attaccati tutto il giorno alla bacchetta del mincio o al manico del verricello, le domeniche in cui si giocava in casa, andavano in mare, al mattino presto, già vestiti da calciatori con sopra un vecchio pastrano e, tornando a riva a pochi minuti prima dell’inizio del gioco, raggiungendo di corsa lo “Stadio” dove i tifosi attendevano l’ingresso in campo dei loro beniamini.

Biagio Nazzaro
La Squadra

Tra i dirigenti degli anni trenta, ricordiamo anche il Sig. Vittorio Geminiani e il Sig. Bruno Manti. Oltre ai sopracitati dirigenti ci preme ricordare coloro che furono, tra gli altri gli iniziatori del movimento calcistico a Riccione. Fra i promotori, che affiancarono Luigi Angelini furono i fratelli Sorci, Francesco e Vinicio, Galli Dante, Rastelli Giugno, Fabbri Roberto (Buchina), Fabbri Cesare (Magnacia), Fabbri Mario (Mario ‘d Magnacia), Fabbri Amerigo (Patatin), Colombari Luigi. Mentre Angelini ricopri esclusivamente cariche sociali, gli altri furono anche calciatori. Per molti anni gli alfieri della “Biagio Nazzaro” (famoso asso della moto dell’epoca) disputarono, onorevolmente, e con grande soddisfazione degli sportivi il Campionato di III° Divisione, che equivaleva o quasi all’attuale Serie C.


Il dopo guerra e il “sistema” del calcio inglese trasformarono il dilettantismo in professionismo; e così, l’agonismo, quello genuino dei generosi portabandiera della U.S.R. e della Biagio Nazzaro che affratellava in un unico commovente slancio di passione dai poveracci agli albergatori, dai muratori ai braccianti, si trasformò in un sentimento che senza offesa per alcuno, rima perfettamente con egoismo, divismo ed opportunismo. Se dalla subentrante “Calcio Riccione” anche i giovani formati sui campi parrocchiali, come quelli liberamente ingaggiati, o acquistati da altre società, incominciarono a pretendere compensi, premi di partita e garanzie di impiego civile, togliendo l’essenza della sportività a quel genere di sport che, per la sua popolarità divenne spettacolo, con compra-vendita di giocatori valutati sino ad oltre il miliardo di lire.

 

IL TRACOLLO

(da un documento di Dante Tosi)

La causa del tracollo fu dovuta alla pesante multa da pagare e alla squalifica della squadra per l’intera stagione nonché alla interdizione di “Gigin” Angelini a ricoprire cariche sociali per 10 anni. Tutto questo perchè in occasione della partita di campionato con l’Argentana, un rigore concesso, non meritato, a giudizio dei più, diede l’avvio a deprecabili atti di violenza tra i giocatori, sfociato nell’invasione di campo da parte dei tifosi locali. Finì in un “ballo di botte”, tutti contro tutti, l’arbitro, principale accusato, dopo aver preso una forte porzione d’improperi e percosse, riuscì a svincolandosi scappando verso lo spogliatoio; rincorso fuori dal campo soffrì rincarata la violenza. La spada della giustizia sportiva cadde pesantemente e mise a terra il sodalizio riccionese. La società diete forfait, si arrese. In soccorso venne il Dopolavoro Sportivo del Fascio che si accollò l’attivo e il passivo e diede una nuova veste alla società sborsando 5.000 Lire.

RINASCITA – LA CALCIO RICCIONE

(dall’archivio di Amedeo Angelini)

La fondazione della Calcio Riccione, con il nome con cui la conosciamo oggi è avvenuta nella primavera del 1940. I tempi erano duri, molto di più degli odierni. Il soldo correva poco e, anche se l’organizzazione non richiedeva esasperati impegni finanziari, il reperimento di fondi da chicchesia era impresa ardua.
C’era già la guerra ma un gruppo di amici, e appassionati, decise di fare il gran passo: dare vita ad una nuova società che prendesse il posto della gloriosa “Biagio Nazzaro”.
Ricordiamo Zanni Leo, Fabbri Gino, Tontini Ottavio, Angelini Amedeo, Conti Tito. Loro fondarono la “Calcio Riccione”, adottando il verde (ma ben presto fu utilizzato il bianco e l’azzurro), come colore sociale, per motivi che poi vi spiegheremo. Capitale sociale: ZERO! Questi i giocatori: Capelli Quinto (capitano), Zanni Leo, Fabbri Gino, Parma Dino, Barilari Eder, Corazza Andrea Carlo, Rastelli Antonio, Villa Carlo, Matteoni Ghino, Fabbri Luciano, Santini Ferrero, Amati Aldo, Piccioni Aldo e altri.

Il vecchio stadio Ceschina (“Stadium”) all’Abissinia. Si disputarono qui le gare interne fino al dopoguerra.

A quel momento, gli elementi con maggiore esperienza erano Zanni e Fabbri Gino. Il primo aveva militato in Serie C (nelle fila della Libertas Rimini), ed era dotato di buon tasso tecnico anche se non amava esporre troppo le gambe, rifuggendo ogni tipo di contrasto, inoltre non colpiva mai la palla di testa.
Si racconta infatti che entrasse in campo con i capelli ben impomatati, separati da una perfetta riga mediana e che, dopo l’incontro, all’uscita, non avesse necessità di pettinarsi.
Pensiamo però che ci sia un po di malignità in questa affermazione. Fabbri Gino inizio come portere, era dotato di mani enormi e con una sola riusciva a parare i palloni alti ,ma era di struttura poco agile, macchinosa alquanto nei movimenti brevi e ciò creava seri problemi, sopratutto nelle mischie. Per cui passò all’attacco e con Zanni formò una coppia che segnò valanghe di reti. Zanni, all’ala sinistra, scendeva e crossava al centro, e li, appostato, c’era Fabbri che immancabilmente infilava la porta.

Ad allenare la squadra, a quel tempo, parliamo della stagione 1940/41, in Prima divisione fu chiamato Pin Antonio, che pur non essendo un vero tecnico aveva una abilità unica, quasi un istinto, nello scegliere il ruolo adatto ad ogni calciatori. Riuscì infatti a dar forma ad un complesso equilibrato che nel campionato disputato resse il confronto con compagini con compagini accreditate, vuoi per tradizione, vuoi per disponibilità finanziarie.

CRONISTORIA DELLA CALCIO RICCIONE

(tratta da “50 anni di calcio allo stadio di Riccione” – Rodolfo Bacchini- Giuseppe Colonna)

1921:

Nasce il Sport Club Biagio Nazzaro Riccione.

1921-1926:

Attività a carattere locale ed episodico.

1926-27:

7° nel girone C del campionato di Terza Divisione Emilia.

1927-1930:

Attività a carattere locale ed episodico.

1930-31:

6° nel girone C del campionato di Terza Divisione Emilia. La società viene squalificata a seguito delle intemperanze dei propri tifosi contro l’Argentana e venne inflitta una pesante ammenda.

1931:

Lo Sport Club Biagio Nazzaro Riccione cessa la propria attività. Subentra il Dopolavoro Sportivo del Fascio.

1931-1939:

Attività a carattere locale ed episodico.

1940:

Nasce la Calcio Riccione. Ammessa in Prima Divisione.

1940-41:

3° nel girone A della Prima Divisione Emilia.

1941-42:

7° nel girone A della Prima Divisione Emilia. Ritirato durante la competizione.

1943-45:

Attività sospesa per cause belliche.

1945:

Ammesso in Serie C.

1945-46:

11° nel girone I della Serie C Alta Italia.

1946-47:

10° nel girone B della Lega Int. Centro di Serie C.

1947-48:

7° nel girone M della Lega Int. Centro di Serie C. Retrocesso nel campionato di Promozione.

1948-49:

14° nel girone G della Lega Int. Centro del campionato di Promozione.

1949-50:

17° nel girone G della Lega Int. Centro del campionato di Promozione. Retrocesso nel campionato di Prima Divisione.

1950-51:

4° nel girone A del campionato di Prima Divisione Emiliana.

1951-52:

1° nel girone A del campionato di Prima Divisione Emiliana. Disputa lo spareggio per il 1° posto con Savignanese 2-0 (per rinuncia). Non è promosso al nuovo campionato di Promozione per mancanza di campo di gioco regolamentare.

1952-53:

1° nel girone A del campionato di Prima Divisione Emiliana. Promosso nel campionato di Promozione.

1953-54:

11° nel girone A del campionato di Promozione Emiliana.

1954-55:

6° nel girone A del campionato di Promozione Emiliana.

1955-56:

8° nel girone A del campionato di Promozione Emiliana.

1956-57:

13° nel girone A del campionato di Promozione Emiliana. Ammesso al nuovo Campionato Nazionale Dilettanti.

1958-59:

1° nel girone A del campionato di Prima Categoria Emiliana. Disputa finali regionali con Viadanese 2-0. Disputa la fase finale nazionale (coppa “Leandro Arpinati”) con Pietrasanta 3-0 e 0-2, Vigor Senigallia 1-1 (passa il turno il Vigor Senigallia per minor età media della squadra).

1959-60:

2° nel girone A del campionato di Prima Categoria Emiliana. Perde spareggio per il 1°posto con Faenza 0-2.

1960-61:

3° nel girone A del campionato di Prima Categoria Emiliana.

1961-62:

3° nel girone A del campionato di Prima Categoria Emiliana.

1962:

Si fonde con S.C.Alba e nasce l’A.C.Riccione.

1962-63:

2° nel girone A del campionato di Prima Categoria Emiliana. Promosso in Serie D per ripescaggio.

1963-64:

12° nel girone D della Serie D.

1964-65:

6° nel girone C della Serie D.

1965-66:

4° nel girone C della Serie D.

1966-67:

3° nel girone C della Serie D.

1967-68:

2° nel girone D della Serie D.

1968-69:

10° nel girone D della Serie D.

1969-70:

13° nel girone D della Serie D.

1971-72:

2° nel girone D della Serie D.

1972-73:

1° nel girone D della Serie D. Promosso in Serie C dopo spareggio vinto contro il Bellaria allo stadio “La Fiorita” di Cesena (1-0).

1973-74:

12° nel girone B della Serie C.

1974-75:

14° nel girone B della Serie C.

1975-76:

17° nel girone B della Serie C.

1976-77:

13° nel girone B della Serie C.

1977-78:

16° nel girone B della Serie C. A seguito della riforma dei campionati viene declassato nel nuovo campionato di Serie C2.

1978-79:

12° nel girone C della Serie C2.

1979-80:

16° nel girone C della Serie C2. Retrocesso in Serie D.

1980-81:

3° nel girone C della Serie D. Perde lo spareggio promozione contro lo Jesi 0-1. Ammesso al nuovo Campionato Interregionale.

1981-82:

3° nel girone F del Campionato Interregionale.

1982-83:

4° nel girone F del Campionato Interregionale.

1983-84:

8° nel girone F del Campionato Interregionale.

1984-85:

3° nel girone F del Campionato Interregionale.

1985-86:

3° nel girone F del Campionato Interregionale. Disputa spareggi promozione contro Gubbio 0-2, Vis Pesaro 1-4

1986-87:

1° nel girone D del Campionato Interregionale. Promosso in Serie C2. Diventa Riccione Calcio.

1987-88:

9° nel girone C della Serie C2.

1988-89:

16° nel girone C della Serie C2. Retrocesso e successivamente ripescato.

1989-90:

9° nel girone C della Serie C2.

1990-91:

17° nel girone C della Serie C2. Retrocesso nel Campionato Interregionale.

1991-92:

3° nel girone E del Campionato Interregionale. Ammesso al nuovo Campionato Nazionale Dilettanti. Diventa F.C. Riccione Vacanze.

1992-93:

4° nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti. Diventa F.C.Valleverde Riccione.

1993-94:

9° nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti.

1994-95:

4° nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti.

1995-96:

3° nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti.

1996-97:

5° nel girone E del Campionato Nazionale Dilettanti. Disputa torneo aspiranti Serie C2: 3° classificato.

1997-98:

5° nel girone F del Campionato Nazionale Dilettanti. Disputa torneo aspiranti Serie C2: 2° classificato

1998-99:

14° nel girone D del Campionato Nazionale Dilettanti.

1999-00:

16° nel girone F del Campionato Nazionale Dilettanti. Retrocesso e successivamente riammesso. Ammesso alla nuova Serie D. Diventa A.C. Valleverde Riccione.

2000-01:

12° nel girone D della Serie D.

2001-02:

12° nel girone E della Serie D.

2002-03:

8° nel girone D della Serie D.

2003-04:

10° nel girone D della Serie D.

2004-05:

11° nel girone F della Serie D.

2005-06:

15° nel girone C della Serie D. Perde il play-out contro il Cattolica 2-1, 1-2 per peggior classificazione ma viene poi riammesso.

2006-07:

17° nel girone F della Serie D. Retrocesso nel campionato di Eccellenza.

2007-08:

12° nel girone B del campionato di Eccellenza Emiliana. Evita i play-out vincendo 2-0 lo spareggio con la Dozzese.

2008-09:

1° nel girone B del campionato di Eccellenza Emiliana. Promosso in Serie D.

2009-10:

16° nel girone D della Serie D. Salvo dopo play-out vinto contro il Castel S. Pietro (0-1, 2-2).

Giugno 2010:

La società muta in Real Rimini. L ́A.S.A.R. Riccione si fonde con l’A.S.D. Del Conca Morciano e nasce l’A.S.D. Riccione 1929. Si iscrive nel campionato di Eccellenza.

2010-11:

1° nel girone B del campionato di Eccellenza Emiliana. Promosso in Serie D.

2011-12:

13° nel girone F della Serie D. Diventa S.S.D. Riccione Calcio 1929.

2012-13:

13° nel girone F della Serie D. Salvo per miglior piazzamento dopo i play-out contro la Virtus Pavullese (1-1, 1-1).

2013-14:

18° nel girone D della Serie D. Retrocesso in Eccellenza Emilia-Romagna. Noi si iscrive al campionato per inadempienze economiche nei confronti dei tesserati accumulate durante le ultime due stagioni.

Luglio 2014:

A seguito della mobilitazione dei tifosi, attraverso l’Associazione “La Mia Calcio Riccione” viene costituita l’A.S.D. Unione Calcio Riccione. Si iscrive in Terza Categoria Rimini.